SUDARIO

Intervista a Stefano Tripodi – 29 maggio 2017

Lingua

inglese

Cos'è Sudario?

Sudario è un feticcio, un oggetto d’arte, una fanzine che ha lo scopo, l’ambizione e il desiderio di narrare il Sud Italia attraverso un linguaggio nuovo, fatto di immagini, senza alcun testo che lo supporti. Questo è vero per la prima parte della fruizione che deve essere fatta solo con gli occhi e con l’immaginazione. L’immaginazione si attiva quando si prova a decifrare il senso che deriva dal flusso delle immagini proposte ed editate. Successivamente è possibile leggere un editoriale nascosto online, raggiungibile mediante un talloncino di carta inserito nella fanzine, dove sono spiegate le scelte di opere ed autori in corrispondenza con il significato di Sudario. Sudario è infine un mezzo che intende andare alla ricerca dei tratti più oscuri, stridenti ed assiomatici del nostro sud. 

Anno di nascita

2014

Prezzo

25.00 €

Issues

3

Come e da chi è nata l’idea?

L’idea di Sudario nasce dal confronto tra Stefano Tripodi (fotografo, founder di The View From Lucania e curatore di Sudario) e Andrea Fasciani (regista e ideatore di nome e statement della fanzine) pensando, inizialmente, ad un contenitore video che per tre edizioni ha raccolto contributi visivi di opere fotografiche prodotte da importanti nomi della fotografia italiana, archivi privati, spezzoni in pellicola e film indipendenti. Questo contenitore è stato proiettato in giro per i festival per un biennio. Quando nel 2014 il curatore Massimo Sordi ci invitò a partecipare al Si Fest (Savignano sul Rubicone) in occasione del Laboratorio Italia, il primo grande rendez-vous della nuova e giovane fotografia italiana, decidemmo di esserci con un cartaceo: Sudario numero zero.

Chi contribuisce?

Artisti che con l’immagine, non solo fotografica, hanno raccontato il sud Italia.

Quali sono state le fonti di ispirazione?

In ordine sparso: il cinema di Brakhage, De Seta, Pasolini, Franco Maresco e certa fotografia americana degli anni 70. Non di meno alcuni autori italiani come La Capra. Ma direi anche la cultura popolare, il teatro di Eduardo, la letteratura di Pirandello, Van Dyke, Cassavetes, Korine, Babenco e Eggleston. Oltre chiaramente a tantissima musica di vario genere.

Numero di pagine

16

I contenuti sono sempre autoprodotti?

I contenuti della rivista sono progetti finiti e conclusi che gli autori ci “prestano” per realizzare il numero e raramente sono commissionati. Sudario è auto prodotto e si finanzia con le vendite. La questione della relazione tra contenuti e forma grafica è frutto di un passaggio di testimone: quando termino la selezione degli artisti e l’editing delle immagini consegno tutto nelle mani di Sara Bianchi e Andrea Zambardi dello studio grafico Atto. Loro disegnano e stampano Sudario creando l’equilibrio, la relazione, il nesso ed il punto tra forma grafica e corpo del lavoro. Ed immagino che lo facciano seguendo un articolato processo di lavoro che mischia competenza tecnica e subconscio artistico. Dico immagino perché è una cosa che non voglio sapere mai, loro hanno da parte mia la più assoluta libertà. Quando alla fine mi consegnano il menabò e abbiamo l’opportunità di guardarlo insieme, possiamo a quel punto commentarlo e, se necessario, fare quelli che sono sempre piccoli aggiustamenti.

Formato

19,5x27 cm

Dove viene stampato

Studio Atto

Milano

Font in uso

Joe

Sectra

SangBleu King

Palette colori

Nero

+ colore variabile

Tecnica di stampa

Risograph

Di quali fasi si compone il processo di realizzazione di ogni uscita? Quali le criticità maggiori?

Il processo di realizzazione di un numero di Sudario parte dall’individuazione di un’idea narrativa che non è però un tema. Si tratta forse di un filo rosso che unisce i lavori degli artisti che scelgo. E la scelta è data unicamente dal fatto che io desidero lavorare con loro. Successivamente, terminato l’editing dei lavori si verifica il passaggio di testimone verso le persone di Atto. Poi dopo qualche revisione si va in stampa che normalmente impiega tre giorni. Dopodichè avviene tutto lavoro manuale di rilegatura, pressatura e piegatura. Le criticità maggiori sono date dal dover asciugare e sottrarre ogni singolo lavoro selezionato a causa delle dimensioni del numero (1/16) da numerose immagini che invece vorresti tenere. Questo fino ad arrivare ad un buon compromesso tra quello che vuoi dire attraverso l’immagine che scegli ed il concetto di immagine-icona.

Tipologia di carta

Uso mano

Tecnica di rilegatura

Punto metallico

Come si inserisce all’interno del panorama editoriale indipendente italiano? Quali i progetti futuri?

Al momento Sudario è un progetto molto di nicchia ed ha trovato maggiore pubblico all’estero. Ciò nonostante ho idea che Sudario faccia parte di un nutrito coro di voci che tentano di raccontare questo paese sforzandosi di farlo, a vari livelli e ogni volta, con l’obiettivo di dare vita a qualcosa di nuovo ed autentico, soprattutto senza paura di contaminare e sperimentare. Il progetto futuro, ormai non è più un segreto, è terminare questo cammino con la fanzine e progettare un vero e proprio magazine che racconti il Sud Italia attraverso le immagini.

Tiratura

60 copie numerate

Non bisogna perdersi Sudario perchè...

È un oggetto di culto, ciò significa che un domani si potrà rivendere bene.

È di Avanguardia e quindi è in un futuro che ancora deve accadere.

È un linguaggio nuovo perché di fatto non è un catalogo di opere ma è, proprio per il concetto sotteso, che trova realizzazione mediante il processo di stampa in risograph, un’opera nuova.